Il conflitto fra Clemente Mastella e il pm di Catanzaro Luigi De Magistris era prevedibile e previsto, quasi un’equazione. Propongo d’inserirla nei prossimi test per l’ammissione alla facoltà di Giurisprudenza. Da una parte c’è l’elemento A, un ministro della Giustizia come Mastella. Dall’altra abbiamo B, un magistrato che pretende d’indagare i rapporti fra mafia, politica e massoneria nella regione con la più alta emergenza mafiosa d’Italia, dove 32 consiglieri regionali su sessanta sono già condannati o inquisiti. Il candidato risponda: quanto tempo passerà prima che il ministro A chieda il trasferimento del magistrato B, con una scusa qualsiasi?
In genere, queste operazioni si compiono in un paio d’anni, ma Mastella non è sicuro che il governo duri tanto. Quindi vi è arrivato in poco più di un anno. Un tempo record anche per i Guardasigilli italiani, che sono un po’ come gli insegnanti di Difesa dalle Arti oscure nei libri di Harry Potter. Vengono piazzati dalle forze del male e durano poco, ma portano sempre a termine l’opposto dell’incarico assegnato. Nella fretta, il ministro ha usato un vecchio arnese come il conflitto fra il magistrato e il suo capo alla Procura di Catanzaro, il chiacchierato Mariano Lombardo, che gli stessi ispettori di Mastella hanno giudicato inadeguato al ruolo. Infatti il nostro salomonico Guardasigilli ha chiesto il trasferimento anche per Lombardo. Sette anni fa, con identica motivazione - il dissidio fra il magistrato Salvatore Boemi e il capo della Procura - il governo Berlusconi aveva smantellato il pool antimafia di Reggio Calabria, lasciando via libera allo strapotere della ‘ndrangheta. I governi cambiano, ma l’impegno dello Stato in Calabria resta uguale. Uguale a zero. Non per caso a Mastella è arrivata la solidarietà bipartisan dell’ex ministro Maurizio Gasparri.
Clemente Mastella minaccia di far cadere la maggioranza un giorno sì e l’altro pure, ma si sa che finché avrà una poltrona così comoda non lo farà mai. Però il suo modo di fare il ministro, dall’indulto in poi, rischia di provocare davvero il tracollo della maggioranza.
Tralasciando ogni questione etica, andiamo all’appello diretto. Ministro, le conviene? Ha una bella vita, una magnifica casa (costata una sciocchezza), una simpatica famiglia, che lei ha piazzato a nostro carico. Può prendere l’aereo di Stato anche per andare al Gran Premio di Monza. Deve proprio interessarsi di giustizia?
contromano
CURZIO MALTESE
Il Venerdì di Repubblica (5 ottobre 2007)
venerdì 12 ottobre 2007
Un affettuoso consiglio a Clemente Mastella
giovedì 11 ottobre 2007
Il giudice De Mastellis
Porta a Porta, lunedì, Rai1. Si processano Annozero e i ragazzi di Calabria, che hanno osato criticare Mastella, e i giudici De Magistris e Forleo, rei di non piacere a Mastella, dunque fomentatori del rinascente terrorismo anti-Mastella. In studio, in ossequio all’equilibrio e alla par condicio, nessun rappresentante di Annozero, dei ragazzi di Calabria, dei giudici. In compenso c’è Fabrizio Cicchitto, in rappresentanza di Forza Italia e della P2, che difende Mastella. C’è Roberto Castelli che, come ex ministro della Giustizia che perseguitava i giudici, solidarizza con Mastella. C’è Vittorio Feltri, che non sa nulla di ciò che dice, ma lo dice benissimo. C’è il ds Nicola Latorre, che ha difeso Mastella e attaccato Annozero, dunque piace molto. C’è Marco Rizzo,molto interessato al referendum sul Welfare e poco al resto. C’è Piero Sansonetti, che annuncia «due critiche e un elogio a Mastella», ma poi si scorda le critiche e fa solo l’elogio. E c’è naturalmente Mastella, debordante e incombente da New York, dov’è riparato a spese sue (essendo la prima volta, tiene a sottolinearlo una dozzina di volte) per sfuggire alle orde di terroristi che lo braccano sul suolo patrio. La notizia del giorno è che il Csm ha ritenuto così infondata la sua richiesta «urgente» di trasferire «immediatamente» De Magistris da rinviare tutto al 17 dicembre. Nulla di grave né di urgente, nelle migliaia di pagine degl’ispettori. Un bel ceffone, per il ministro. Ma a Porta a Porta non se ne parla. Non sarà perché a dirigere il ministero e gl’ispettori, è la signora Augusta Iannini in Vespa, nominata da Castelli (presente in studio) e confermata da Mastella (collegato via satellite)? E non sarà per caso questo un lievissimo conflitto d’interessi,se ancora si può usare questa brutta parola? Domande che
ULIWOOD PARTY
MARCO TRAVAGLIO
l’Unità (10 Ottobre 2007)