Da qualche mese la politica italiana è dominata dall'ossessione dei moderati berlusconiani e di Alleanza nazionale di far cadere il governo Prodi.
Non c'è trasmissione televisiva o foglio stampato in cui non ripetano in modi aspri e offensivi l'invito a Romano Prodi a lasciare libero il campo alla destra moderata, salvatrice della patria. Che cosa c'è alla base di questa ossessione? Davvero i moderati rimpiangono il governo e la possibilità di perseguire con esso il bene pubblico? Certamente no. Per quanto uomini di parte, i seguaci di Silvio Berlusconi e di Gianfranco Fini non possono ignorare che il loro governo è stato pessimo per il bene pubblico. Negli anni del governo Berlusconi sono stati inferti colpi micidiali alla giustizia e alla sua indipendenza. A questo punto, viene naturale di dare una diversa interpretazione dell'ossessione dei moderati: non rimpiangono il buon governo, ma rimpiangono fortemente il governo degli affari.
Gli esponenti della destra, gli imprenditori e gli affaristi che stanno attorno a Berlusconi hanno urgente bisogno del governo, non per fare buone leggi, ma per fare buoni affari. Chi ha nelle mani i governi ha nelle mani i mezzi per cogliere e produrre occasioni vantaggiose. Basti pensare a ministeri come quelli dei Lavori pubblici o degli Interni per capire che chi ne è a capo può cogliere occasioni di guadagno enormi e in pratica incontrollabili.
L'unico ostacolo che si oppone a questo disegno della destra è
Non si può aprire un giornale o guardare la televisione, variamente influenzata da Forza Italia e da An, senza ascoltare dei propagandisti screditati, e notoriamente passati per cento padroni, che lanciano bassi insulti a uomini politici come Prodi e Veltroni che, alla resa dei conti, si adoperano per tenere in piedi in qualche modo lo Stato democratico. Colpisce in questo tentativo eversivo della destra una violenza sorda. E si capisce benissimo che dietro tutti gli pseudoragionamenti politici c'è soltanto, e dominante, il desiderio di fare soldi con estrema facilità e senza rischi.
Giorgio Bocca
Il Venerdì di Repubblica (16 novembre 2007)
lunedì 19 novembre 2007
Cosa nascondono gli attacchi di Berlusconi a Prodi
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3 commenti:
Mi trovo pienamente d'accordo.
@artemisia, lo sono pure io in toto. Lucida analisi quella di Giorgio Bocca: staranno "gufando" anche per lui?
Ciao e grazie per i tuoi interventi a cui ho risposto celermente, per fortuna, questa volta.
Frank, non ti preoccupare per la celerita' delle risposte. Io sono costantemente indietro nella lettura e nel commento dei 25 blog a cui sono abbonata! Come si dice a Firenze: "arrivo pe' fochi!"
Un caro saluto,
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