lunedì 19 novembre 2007

Cosa nascondono gli attacchi di Berlusconi a Prodi


Da qualche mese la politica italiana è dominata dall'ossessione dei mo­derati berlusconiani e di Alleanza nazio­nale di far cadere il governo Prodi.
Non c'è trasmissione televisiva o fo­glio stampato in cui non ripetano in mo­di aspri e offensivi l'invito a Romano Pro­di a lasciare libero il campo alla destra moderata, salvatrice della patria. Che co­sa c'è alla base di questa ossessione? Dav­vero i moderati rimpiangono il governo e la possibilità di perseguire con esso il bene pubblico? Certamente no. Per quan­to uomini di parte, i seguaci di Silvio Ber­lusconi e di Gianfranco Fini non posso­no ignorare che il loro governo è stato pessimo per il bene pubblico. Negli anni del governo Berlusconi sono stati inferti colpi micidiali alla giustizia e alla sua indipendenza. A questo punto, viene na­turale di dare una diversa interpretazione dell'ossessione dei moderati: non rim­piangono il buon governo, ma rimpian­gono fortemente il governo degli affari.
Gli esponenti della destra,
gli impren­ditori e gli affaristi che stanno attorno a Berlusconi hanno urgente bisogno del governo, non per fare buone leggi, ma per fare buoni affari. Chi ha nelle mani i governi ha nelle mani i mezzi per co­gliere e produrre occasioni vantaggio­se. Basti pensare a ministeri come quel­li dei Lavori pubblici o degli Interni per capire che chi ne è a capo può cogliere occasioni di guadagno enormi e in pra­tica incontrollabili.
L'unico ostacolo che si oppone a que­sto disegno della destra è la Costituzio­ne, la quale stabilisce che i vincitori del­le elezioni governino per i cinque anni del mandato regolare. Romano Prodi, che è uomo dai nervi saldi, sa di avere dalla sua il dettato costituzionale e respinge con grandissima pazienza i ten­tativi di disarcionarlo. Mai, crediamo, in uno Stato democratico questa cam­pagna di attacco al governo è stata co­sì violenta e isterica.
Non si può aprire un giornale o guar­dare la televisione, variamente influen­zata da Forza Italia e da An, senza ascol­tare dei propagandisti screditati, e noto­riamente passati per cento padroni, che lanciano bassi insulti a uomini politici co­me Prodi e Veltroni che, alla resa dei conti, si adoperano per tenere in piedi in qualche modo lo Stato democratico. Col­pisce in questo tentativo eversivo della destra una violenza sorda. E si capisce benissimo che dietro tutti gli pseudora­gionamenti politici c'è soltanto, e domi­nante, il desiderio di fare soldi con estre­ma facilità e senza rischi.

Giorgio Bocca
Il Venerdì di Repubblica
(16 novembre 2007)

3 commenti:

Artemisia ha detto...

Mi trovo pienamente d'accordo.

Frank57 ha detto...

@artemisia, lo sono pure io in toto. Lucida analisi quella di Giorgio Bocca: staranno "gufando" anche per lui?
Ciao e grazie per i tuoi interventi a cui ho risposto celermente, per fortuna, questa volta.

Artemisia ha detto...

Frank, non ti preoccupare per la celerita' delle risposte. Io sono costantemente indietro nella lettura e nel commento dei 25 blog a cui sono abbonata! Come si dice a Firenze: "arrivo pe' fochi!"
Un caro saluto,