venerdì 12 ottobre 2007

Un affettuoso consiglio a Clemente Mastella

Il conflitto fra Clemente Mastella e il pm di Catanzaro Luigi De Magistris era prevedibile e previsto, quasi un’equazione. Propongo d’inserirla nei prossimi test per l’ammissione alla facoltà di Giurisprudenza. Da una parte c’è l’elemento A, un ministro della Giustizia come Mastella. Dall’altra abbiamo B, un magistrato che pretende d’indagare i rapporti fra mafia, politica e massoneria nella regione con la più alta emergenza mafiosa d’Italia, dove 32 consiglieri regionali su sessanta sono già condannati o inquisiti. Il candidato risponda: quanto tempo passerà prima che il ministro A chieda il trasferimento del magistrato B, con una scusa qualsiasi?
In genere, queste operazioni si compiono in un paio d’anni, ma Mastella non è sicuro che il governo duri tanto. Quindi vi è arrivato in poco più di un anno. Un tempo record anche per i Guardasigilli italiani, che sono un po’ come gli insegnanti di Difesa dalle Arti oscure nei libri di Harry Potter. Vengono piazzati dalle forze del male e durano poco, ma portano sempre a termine l’opposto dell’incarico assegnato. Nella fretta, il ministro ha usato un vecchio arnese come il conflitto fra il magistrato e il suo capo alla Procura di Catanzaro, il chiacchierato Mariano Lombardo, che gli stessi ispettori di Mastella hanno giudicato inadeguato al ruolo. Infatti il nostro salomonico Guardasigilli ha chiesto il trasferimento anche per Lombardo. Sette anni fa, con identica motivazione - il dissidio fra il magistrato Salvatore Boemi e il capo della Procura - il governo Berlusconi aveva smantellato il pool antimafia di Reggio Calabria, lasciando via libera allo strapotere della ‘ndrangheta. I governi cambiano, ma l’impegno dello Stato in Calabria resta uguale. Uguale a zero. Non per caso a Mastella è arrivata la solidarietà bipartisan dell’ex ministro Maurizio Gasparri.

Clemente Mastella minaccia di far cadere la maggioranza un giorno sì e l’altro pure, ma si sa che finché avrà una poltrona così comoda non lo farà mai. Però il suo modo di fare il ministro, dall’indulto in poi, rischia di provocare davvero il tracollo della maggioranza.
Tralasciando ogni questione etica, andiamo all’appello diretto. Ministro, le conviene? Ha una bella vita, una magnifica casa (costata una sciocchezza), una simpatica famiglia, che lei ha piazzato a nostro carico. Può prendere l’aereo di Stato anche per andare al Gran Premio di Monza. Deve proprio interessarsi di giustizia?
contromano
CURZIO MALTESE
Il Venerdì di Repubblica
(5 ottobre 2007)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Per un attimo stavo per essere persuaso da questo articolo..
http://qn.quotidiano.net/2007/10/13/41444-mastella_attacco_magistris.shtml
Mastella pagliaccio

Anonimo ha detto...

panico, Mastella è sublime, inarrivabile in certi slanci. L'articolo che hai linkato e di cui ti ringrazio pone anche l'accento sull'informazione in Italia.

Artemisia ha detto...

Eccomi anche di qua. Ottima idea, Frank, quella di allargare il repertorio anche ad altri giornalisti in gamba come Curzio Maltese.
E poi, finalmente una piattaforma che mi riconosce!
Continua così!