sabato 27 ottobre 2007

Tolleranza alla romana

Che Walter Veltroni fosse un ottimo oratore, era noto da tempo. Ma da quando s’è candidato alla guida del Partito democratico, il sindaco di Roma parla proprio come un libro stampato. Purtroppo, non sempre i suoi atti sono conseguenti alle sue parole. Prendiamo la Rai: impossibile non apprezzare la proposta veltroniana di «depoliticizzarla» con un «segno di discontinuità»: «Abolire il Cda» e rimpiazzarlo con un «amministratore unico con competenze specifiche, scelto da una società esterna tra i migliori manager sul mercato». Poi però Walter ha candidato nella lista Democratici per Veltroni di Genova un membro del Cda della Rai, Carlo Rognoni. Come segno di discontinuità per depoliticizzare la Rai, non c’è male. Eccellente anche la campagna veltroniana per la tolleranza zero contro ogni illegalità, che giustamente Walter non vuole regalare alla destra più illegalitaria del mondo. Poi però la cronaca romana del “Corriere della Sera” scopre che la giunta Veltroni considera un titolo di merito le multe subite dai venditori ambulanti abusivi di Porta Portese. La bizzarra prassi amministrativa si deve all’assessorato al Commercio del Comune di Roma, che raccomanda ai frequentatori del celebre mercato di portare sempre con sé, come lasciapassare, i verbali delle vecchie contravvenzioni. Quando il “Corriere” l’ha rivelato, il cosiddetto assessore competente Gaetano Rizzo l’ha smentito con una lettera piuttosto risentita. Purtroppo, a stretto giro di posta, è stato a sua volta sbugiardato dal comandante dei vigili urbani Giovanni Catanzaro, che ha dichiarato: «Noi controlliamo anche i verbali delle multe pagate prima del 2000: non sono un titolo ufficiale per l’esercizio del commercio, ma dimostrano la frequentazione abituale del mercato di Porta Portese». Che poi la frequentazione sia abusiva, poco importa: diventa comunque un diritto acquisito. Detto, fatto. Quando, il sabato sera, i venditori cominciano ad arrivare per accaparrarsi i posti migliori a Porta Portese, i vigili urbani chiedono le licenze o altri “titoli provvisori” e fanno passare pure chi esibisce una multa, vecchia o recente. Si sospetta addirittura che un anno fa, in vista dell’annunciata riorganizzazione del mercato, qualcuno si sia fatto multare apposta per procurarsi anche lui il singolare passepartout. È questa la “legalità” di cui parla Veltroni? E come può il governo dell’Unione annunciare tolleranza zero contro gli ambulantì abusivi extracomunitari, quando la giunta del futuro leader del Pd applica la tolleranza mille a quelli italiani?
SIGNORNÒ
MARCO TRAVAGLIO
L’espresso
(18 ottobre 2007)

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