sabato 27 ottobre 2007

Quei vecchi senatori fedeli al passato (e al Paese)

Guai ai vecchi! Mi alzo a fatica dal letto, dolorante per una artrite reumatoide e la cameriera mi porta la colazione e la posta. C’è un libro, appena uscito, del mio amico Massimo Fini, intitolato Ragazzo. Storia di una vecchiaia. La vecchiaia è la sua, di uno che ha sessant’anni, scrive articoli e libri di successo, abita in una bella casa nel centro di Milano, vicino all’albergo di lusso Principe di Piemonte, e ha scoperto la morte incombente e l’inevitabile orrida vecchiaia.
Una lettura affascinante. Il «ragazzo» mi spiega con fraterna sincerità cosa sono oggi: un ultraottantenne decrepito, dalle ossa scricchiolanti, orrendo per le giovani donne, ingombrante per amici e parenti, incapace di farla finita con questa miseria di vita che è la vecchiaia. Sì, mi dico, effettivamente il «ragazzo» ha ragione, la vecchiaia non è allegra, ogni giorno arriva un nuovo malanno. Ma stare in una fossa è meglio che in qualche modo vivere? E più il ragazzo cerca di terrorizzarmi, raccontandomi a cosa sono ridotto, più mi allieta e mi congratulo con me stesso, che vedo ancora splendere il sole.
Per oggi basta con il bel libro di
Massimo. Passiamo alla lettura dei giornali. Un taglio basso a quattro colonne si occupa dei ragazzi della destra, i ragazzi di Francesco Storace, quelli che nascono già fascisti e poi c’è sempre qualcuno che ci rimprovera se continuiamo a considerarli fetenti come nei giorni di Salò. Hanno avuto una trovata come ai bei tempi delle squadre nere: mandare in regalo a Rita Levi Montalcini, recapitato a domicilio, un paio di stampelle. Dice il loro capetto, che nomen omen si chiama Schiuma: «I senatori a vita sono le stampelle di questo governo, sì o no? E allora usino le stampelle. E poi se sono vecchi se ne stiano a casa». Storace approva «La gente non ne può più di questo governo, ai o no?».
Si leggano le lettere che arrivano alla mia e-mail: «Vergognosi, mummie, relitti, cariatidi, parassiti, Barabba senatoriali, sclerotici, inutili, dannosi». Il Capetto di nome Schiuma va già duro con la Montalcini: «Una vecchia, ha i miliardi e rompe pure i cosiddetti». Il «ragazzo» Fini non capisce che cosa ci stiano a fare ancora, a questo mondo, i vecchioni. Ci stanno per fare qualcosa di impossibile, ma per cui forse vale la pena di vivere. Ci stanno per dire ancora no alla violenza stupida e malvagia, per dire ancora sì alla giustizia e alla libertà. Sostengono che uno dei difetti peggiori dei vecchi sia quello di restare fedeli al loro passato. Ma questo ultimo servizio al nostro Paese dobbiamo renderlo. Anche con l’artrite.

fatti nostri
di GIORGIO BOCCA

IL VENERDÌ DI REPUBBLICA
(19 OTTOBRE 2007)

1 commento:

Artemisia ha detto...

La Montalcini se li rivende questi ragazzotti!