domenica 21 ottobre 2007

Cosa resterà delle piazze di Grillo

Come andrà a finire tutta la storia di questi mesi, l’ondata moralizzatrice? Mi sbaglierò, ma è una previsione piuttosto semplice. Avrete notato che da tempo non si parla più di conflitto d’interessi e di riforma televisiva, due obiettivi inseriti nei primi mesi di governo. Travolti dall’attualità dei tagli alla buvette di Montecitorio.
L’altra volta trascorsero cinque anni senza
che i governi di centrosinistra facessero nulla. Stavolta avevano giurato in campagna elettorale che non avrebbero ripetuto l’errore. Ma si sa che le maggioranze in Italia cadono sulla tv, non sulle finanziarie. Quindi il governo si guarda bene dall’affrontare la gogna. Si tratta delle vere emergenze della politica italiana, ma a ricordarlo si passa ormai per fissati. Il governo è impegnato a ridurre i costi della politica. Bisogna riconoscere, con onestà, che Romano Prodi aveva cominciato da subito, prima dei movimenti grilleschi. Comunque la maggioranza durerà poco, un anno al massimo, forse meno. Poi si andrà alle elezioni e, salvo miracoli, vincerà la destra, che negli ultimi mesi ha guadagnato altri quattro o cinque punti nei sondaggi.
Il prossimo governo di destra annullerà i tagli al costo della politica e anzi aumenterà a dismisura gli sprechi, i privilegi e le prebende, come aveva fatto già dal 2001 al 2006. La quota di parlamentari condannati sarà almeno raddoppiata rispetto all’attuale, che segna uno dei minimi storici dal dopoguerra. Come l’altra volta, nessuno ne parlerà, perché l’argomento non sarà nell’agenda dei media. Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, giornalisti coerenti, scriveranno comunque il seguito di La casta
, ma con molto meno successo. In Italia l’indignazione dura al massimo un anno e mezzo, prima di cedere a stanchezza, noia, rassegnazione. I comici non verranno più intervistati al tg, da Vespa e negli altri salotti televisivi Rai e Mediaset. La satira sarà di fatto proibita in tv, come dal 2001 al 2006: dopo un po’ di tempo, smetterà di parlare di ceto politico e si rivolgerà alle battaglie sull’ambiente. Anche i vescovi smetteranno di protestare contro le leggi del Parlamento, perché nel frattempo sarà tornato Tremonti all’Economia e si assisterà al miracolo laico della moltiplicazione dei privilegi fiscali per la Chiesa cattolica.
Sarà un’Italia molto meno libera, ma finalmente pacificata e spensierata. Vivremo tutti felici e contenti, a parte una minoranza di rompiscatole che non s’adegua mai al corso del vento. Ed è questa gente il vero ostacolo da eliminare. Se uno lo capisce, può governare senza problemi per almeno vent’anni.

contromano
DI CURZIO MALTESE
IL
VENERDI' DI REPUBBLICA (12 ottobre 2007)


6 commenti:

Dyo ha detto...

Non sarai un po' troppo pessimista? ;-)

Anonimo ha detto...

Speriamo si sbagli... ;-)

Dyo ha detto...

Quanto a Travaglio, giornalista affascinante e, nonostante tutto, super partes...non è che avresti il suo numero di cellulare? :-D

Frank57 ha detto...

dyo, è realista e dunque pessimista. So, per interposta persona, quanto Travaglio risulti affascinante per il gentil sesso, purtroppo non ho il suo cellulare: magari... :-))))
dariog, spero pure io si sbagli, ma stanno circolando "rumors" preoccupanti.

cina cose da fare ha detto...

cari miei
anche cambiando governo e ammesso che abbassino le tasse di un 5 %, il trend dell'economia non risalira.
sapete cosa dicono all'estero gli italiani di noi?? che siamo alla frutta.
e questo e un pessimo segno.

sono daccordo con beppe dicendo che nessun schieramento politico va piu bene per noi, e che serve una svolta, concreta e totale, ci vorra del tempo ma va fatta, o cosi o torniamo alla romania.

http:www.cina-cose-da-fare.com

Artemisia ha detto...

Anch'io spero che Maltese sia troppo pessimista ma temo che sia realista. Ho paura che questa Italia futura che lui descrive non sia solo meno libera ma anche più povera.

Confermo quanto scritto da Frank: Travaglio E' MOLTO AFFASCINANTE!!