sabato 27 ottobre 2007

A.A.A. svendesi case e legalità

Prima notizia: il ministro Antonio Di Pietro chiede al governo di stanziare in Finanziaria 1,7 miliardi per costruire nuove case popolari. Seconda notizia (scovata da Paolo Brera di “Repubblica-Roma”): l’ente regionale Ater si appresta a svendere nei prossimi tre anni un terzo del patrimonio immobiliare pubblico, pari a 16.410 appartamenti, a prezzi stracciati: da un sesto a un decimo del valore di mercato (calcolati sulle stime catastali rivalutate solo dal 2002). E con la possibilità di godere di ulteriori sconti fino al 35 per cento. I saldi di fine stagione sono autorizzati dalla Finanziaria della Regione Lazio, che ha pure promosso una mega-sanatoria per regolarizzare chi aveva occupato con la forza duemila appartamenti destinati ad altrettante famiglie povere che avevano diritto a entrarvi avendo totalizzato 10/10 in graduatoria. Ora, posto che Di Pietro è un ministro dell’Unione e il Lazio è governato dall’Unione (giunta Marrazzo), c’è una certa contraddizione fra la prima notizia e la seconda: il governo si svena per costruire case popolari, mentre la Regione Lazio se ne libera a prezzi da box auto. Ma c’è di più e di peggio, perché non si tratta di case fatiscenti in quartieri degradati: tra i 16 mila appartamenti Ater 1.358 stanno nei villini della Garbatella e 1.016 sono immersi nel parco di Villa Pamphili, più 702 a Testaccio e 47 a San Pancrazio. Alloggi che di “popolare” non hanno nulla. Si dirà: l’Ater sta per fallire, se non fa subito cassa sprofonda. Vero: ma così incamera solo 900 milioni, mentre potrebbe realizzare 3-4 miliardi. Si dirà: gli acquirenti sono bisognosi. Ma, se gl’inquilini che acquistano sono perlopiù anziani con pensione minima, sarebbe più giusto lasciarli in affitto, anziché svendere loro un bene che, presto o tardi, finirà nelle mani di figli e nipoti più che abbienti. E non basta: la sanatoria consente di comprare casa a un prezzo medio di 60 mila euro anche agli abusivi e ai morosi, penalizzando chi stupidamente ha rispettato la legge. I quartieri interessati sono tappezzati di manifesti dei partiti dell’Unione che rivendicano i meriti della grande svendita e spiegano agli acquirenti-elettori come istruire le pratiche. È questa la “legalità” modello centrosinistra? È un vero peccato che Piero Marrazzo, divenuto governatore, non lavori più in tv: altrimenti si sarebbe denunciato da solo a “Mi manda Raitre”.
SIGNORNÒ
MARCO TRAVAGLIO

L’espresso
(11 ottobre 2007)

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